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Zero perché il mondo è finito e non ce ne siamo accorti. Perché è finita la nostra fiducia nei confronti di qualsiasi istituzione, di qualsiasi forma di rappresentazione, di qualsiasi senso che voglia dirsi unico, atavico, assoluto, definitivo. Zero perché i soldi sono finiti. Da un pezzo. E noi di soldi nostri non ne abbiamo mai avuti. Zero perché quando sono cadute le maschere delle mille opportunità che doveva darci il terzo millennio, ci siamo ritrovati senza scelta. Spalle al muro. Zero che è la metà di un codice binario, nostra essenza linguistica. Il codice del DNA che lasceremo ai figli degli immigrati. Zero perché qua fuori non c’è più nessuno. Zero perché finalmente possiamo partire perché sappiamo da dove partire. Zero come tutto quello che abbiamo da perdere. Zero come la fiducia in noi stessi che faremo finta di avere. Zero come quello che vogliamo dire. Zero quello che c’è rimasto da dire. Zero quello che abbiamo capito finora. Zero è forse tutto ciò che riusciremo a capire. Zero è il buco nero che risucchia il nostro universo pieno di rifiuti. E risucchia anche l’unica parola che lo compone. E tutte e quattro le sue lettere. Zero come la farina dei parlamentari, dei ragazzi dei quartieri alti, e di quelli dei quartieri bassi. Zero come il coraggio, come la paura, come la rabbia, come la vendetta e come la pace. Zero come ieri, oggi e domani. Zero come queste righe. Zero come noi.


Zero because the world is over and we didn’t realize it. Because our trust towards any institution, any form of representation, any sense that claims to be unique, atavistic, absolute, definitive, is over. Zero, because money is over. Since long ago. And we never had our own money. Zero, because when the masks of all the thousands of opportunities, the third millennium was supposed to give us, have fallen down we found no choice for us. Back to the wall. Zero, that is the half of the binary code, our new linguistic essence. The DNA code we’ll leave to the children of immigrants. Zero, because there’s nobody out here. Zero, because finally we can leave, because now we do know from where. Zero, like what we have to lose. Zero, like the self-confidence we’ll pretend to have. Zero, like what we have to say. Zero, like what’s left us to say. Zero, like what we have understood so far. Zero is probably all we’ll be able to understand. Zero is the black hole that sucks in our universe, full of rubbish. And sucks in even the only word that names it. And all its four letters. Zero, like the MP’s flour, the posh district guys’ flour, and the one of the slum’s guys. Zero, like courage , like fear, like rage, like revenge and peace. Zero, like yesterday, today and tomorrow. Zero, like these words. Zero, like us.